Chi vive con un cane conosce bene quella sensazione. Lo guardi mentre corre felice, si rotola sull’erba, ti osserva con la lingua di fuori o si lascia andare a una serie di piccoli versi durante il gioco e la domanda arriva spontanea: ma i cani ridono davvero? La risposta dipende da chi lo chiediamo. La scienza, come spesso accade, è prudente. Noi che condividiamo la nostra vita con un cane, un po’ meno.
La verità è che non esiste una risposta netta. Gli studiosi ci spiegano che i cani non ridono come gli esseri umani. Non raccontano barzellette, non colgono l’ironia e non si mettono a ridere davanti a una situazione buffa. Eppure, negli anni, alcuni ricercatori hanno osservato che durante il gioco i cani emettono una particolare forma di ansimare rilassato, una sorta di vocalizzazione associata al benessere e all’entusiasmo. Non è una risata nel senso tradizionale del termine, ma è comunque un’espressione di felicità.
E poi c’è la vita vera. Quella che si svolge ogni giorno nelle nostre case, durante una passeggiata, in un prato o in una giornata al lago. Chi vive accanto a un cane sviluppa una sensibilità particolare. Impara a riconoscere uno sguardo, una postura, un’espressione del muso e persino i piccoli suoni che accompagnano i momenti più belli. Ogni cane costruisce un proprio linguaggio e, con il passare del tempo, si crea una complicità che spesso rende superflue le parole.
Forse è proprio per questo che tante persone sono convinte che il proprio cane rida. Perché lo vedono anticipare un gioco con entusiasmo, mostrare un’espressione rilassata, muovere la coda con energia e assumere quella faccia che sembra dire: “Questo momento è bellissimo e me lo sto godendo fino in fondo”.
E poi ci sono quei cani che mettono in difficoltà anche i più scettici. Quelli che ridono nel sonno. O almeno, così sembra. Molte persone raccontano di aver osservato il proprio cane emettere piccoli versi, muovere le zampe, contrarre il muso e produrre suoni che ricordano una vera e propria risata mentre dorme. La spiegazione più probabile è che stiano sognando. Sappiamo infatti che i cani, proprio come noi, attraversano la fase REM, quella in cui il cervello è particolarmente attivo e in cui si elaborano esperienze ed emozioni della giornata.
Ma qui nasce una domanda ancora più interessante. Se un cane sta sognando qualcosa di piacevole e nel sonno produce suoni che assomigliano a una risata, siamo davvero così lontani dal chiamarla in quel modo? Forse no. In fondo, uno degli errori che commettiamo più spesso è pensare che le emozioni debbano necessariamente assomigliare alle nostre per essere autentiche.
I cani non sono esseri umani e non devono diventarlo. Hanno un linguaggio diverso, un modo tutto loro di manifestare la gioia e una sensibilità straordinaria che percepiamo ogni giorno senza riuscire sempre a descriverla con precisione. Ed è proprio questo il bello del rapporto che abbiamo con loro. Ci insegnano che non tutto deve essere catalogato, definito e spiegato al millimetro.
Anzi, forse il segreto è proprio osservare senza voler dare un nome a tutto. Se un cane corre felice, sorride con tutto il corpo, cerca il nostro sguardo, emette piccoli versi di gioia e magari ride anche nel sonno, forse la domanda non è più se stia ridendo davvero. Forse la domanda è un’altra: perché facciamo così fatica a riconoscere la felicità quando la vediamo?
La scienza continuerà giustamente a essere prudente. Noi, invece, continueremo a fidarci anche di quello che osserviamo ogni giorno.
E va bene così.
Perché chi vive con un cane lo sa: esistono momenti in cui la felicità ha un suono ben preciso. E assomiglia tremendamente a una risata. 🐾