Chi vive con un cane prima o poi si accorge che non tutte le superfici sembrano avere lo stesso valore. Ci sono cani che cercano sistematicamente una determinata coperta, altri che preferiscono il tappeto al divano, altri ancora che durante l’estate abbandonano qualsiasi imbottitura per conquistare il punto più fresco del pavimento. Potremmo considerarle semplici abitudini, ma quando certe scelte si ripetono vale la pena chiedersi se dietro ci sia qualcosa di più. I cani possono avere vere preferenze per i materiali sui quali dormono e riposano?
Non possiamo naturalmente chiedere loro se preferiscano il cotone alla microfibra o una superficie liscia a una più ruvida, ma possiamo osservare ciò che fanno quando hanno la possibilità di scegliere. Ed è proprio qui che la questione diventa interessante, perché per un cane il comfort non coincide necessariamente con ciò che noi consideriamo più morbido, bello o costoso. Entrano in gioco la temperatura, il sostegno del corpo, la consistenza della superficie, gli odori, la stabilità e probabilmente molte altre sensazioni che noi percepiamo in maniera differente.
Morbido non significa necessariamente più comodo
Noi associamo facilmente una grande imbottitura al massimo del comfort. Per un cane, invece, una superficie molto soffice può essere piacevole in un determinato momento e meno adatta in un altro. Basta osservare ciò che succede con il cambio delle stagioni. La stessa cuccia che durante l’inverno sembra irresistibile può essere quasi ignorata nelle giornate più calde, quando il pavimento in ceramica o in pietra diventa improvvisamente il posto migliore della casa.
La temperatura ha infatti un ruolo importante nella scelta del luogo di riposo. Una superficie capace di trattenere il calore può essere piacevole durante l’inverno, mentre in estate il cane può cercare materiali che favoriscano maggiormente la dispersione termica. La preferenza può cambiare persino nell’arco della stessa giornata: il posto scelto per il sonno profondo durante la notte non deve necessariamente essere quello preferito per il riposo pomeridiano.
Anche il modo in cui una superficie sostiene il corpo conta. Alcuni cani sembrano apprezzare la sensazione di sprofondare leggermente, altri preferiscono un appoggio più stabile. Taglia, peso, struttura fisica ed età possono modificare ulteriormente queste esigenze. Un cane anziano, per esempio, può trovare particolarmente piacevole un materiale capace di distribuire meglio il peso e sostenere il corpo senza rendere difficoltoso alzarsi.
Il tatto è una parte importante dell’esperienza
Quando un cane si sdraia, una parte considerevole del corpo entra in contatto con la superficie. Zampe, torace, addome, articolazioni e spesso il muso ricevono continuamente informazioni dal materiale sottostante. Un tessuto liscio, una coperta ruvida, un’imbottitura compatta o una superficie fresca producono sensazioni molto differenti.
Lo vediamo anche quando il cane modifica personalmente il posto che gli abbiamo preparato. Coperte accuratamente distese vengono accartocciate, cuscini spostati, bordi utilizzati come poggiatesta e intere cucce ridisegnate in pochi minuti. Una parte di questi comportamenti deriva da schemi molto antichi, come il girare su se stessi o il grattare la superficie prima di coricarsi, ma il risultato è anche estremamente pratico: il cane sta adattando il luogo di riposo alle proprie preferenze.
Qualche volta siamo noi a rimettere immediatamente tutto in ordine pensando che abbia combinato un disastro. Forse sarebbe più interessante fermarsi a osservare come ha sistemato la cuccia. Quella disposizione apparentemente casuale potrebbe raccontarci molto più delle nostre idee su come dovrebbe essere utilizzata.
Anche l’odore fa parte del materiale
Per noi due coperte dello stesso tessuto possono essere praticamente identiche. Per un cane potrebbero non esserlo affatto. Una appena acquistata e una utilizzata per mesi in casa hanno una storia olfattiva completamente diversa. Il cane percepisce gli odori delle persone, dell’ambiente e di se stesso con una precisione enormemente superiore alla nostra, e questo può contribuire a rendere una superficie familiare e rassicurante.
È uno dei motivi per cui il vecchio plaid può continuare ad avere successo anche quando accanto compare una coperta nuova, apparentemente migliore. Noi vediamo un tessuto consumato; il cane percepisce anche tutto ciò che quel tessuto ha raccolto nel tempo. Il materiale, quindi, non è soltanto ciò che possiamo leggere sull’etichetta: per il cane è anche temperatura, consistenza, elasticità e odore.
Quando è il cane a scegliere
A volte non serve nemmeno interpretare segnali particolarmente sottili. Skye, per esempio, la sua cuccia se l’è scelta personalmente. Eravamo in negozio, c’erano diverse possibilità e lei ha risolto la questione nel modo più semplice possibile: si è avvicinata a una cuccia, ci si è seduta sopra e ha deciso che quella sarebbe stata la sua. Era in memory foam e, naturalmente, era anche la più costosa: circa 250 euro.
Al di là dell’aspetto divertente della storia, quell’episodio dice qualcosa di interessante. Skye non conosceva il prezzo, non aveva letto l’etichetta e non sapeva che si trattasse di memory foam. Ha semplicemente provato una superficie e, tra quelle disponibili, ne ha scelta una. Non possiamo sapere se a convincerla siano stati il sostegno, la consistenza, la sensazione sotto il corpo o una combinazione di diversi fattori. Ma una preferenza l’ha manifestata in maniera piuttosto inequivocabile.
Ed è probabilmente questo il punto più interessante. Quando acquistiamo una cuccia guardiamo dimensioni, materiali, design, facilità di lavaggio e inevitabilmente anche quanto bene starà in casa. Sono criteri sensati, ma appartengono al nostro modo di valutare un oggetto. Il cane utilizza altri parametri e non sempre coincidono con i nostri.
Osservarlo significa quindi imparare qualcosa anche dalle sue scelte più semplici. Se durante l’inverno cerca sempre una certa coperta, se con il caldo preferisce una superficie fresca, se sposta sistematicamente un cuscino o torna continuamente sullo stesso tessuto quando potrebbe sdraiarsi altrove, ci sta fornendo informazioni molto concrete sulle proprie preferenze.
Non esiste probabilmente il materiale perfetto per tutti i cani, perché non esiste un cane uguale a un altro. Esistono superfici più adatte a determinate esigenze, stagioni ed età, ma alla fine rimane una prova molto semplice che nessuna scheda tecnica può sostituire: vedere cosa sceglie il cane quando può decidere.
