Chi vive con un cane probabilmente ha assistito molte volte alla stessa scena. Arriva davanti alla cuccia, annusa, gratta con le zampe anteriori, gira una o due volte su se stesso, magari sposta completamente la coperta che avevamo sistemato con grande cura e soltanto allora decide di sdraiarsi. A noi può sembrare un’abitudine curiosa, oppure una personale avversione del cane per l’ordine domestico. In realtà, grattare la cuccia prima di dormire è un comportamento molto naturale, legato a gesti antichi che il cane domestico continua a conservare anche se oggi dorme comodamente in casa.
Prima dell’esistenza di cucce imbottite, cuscini e coperte, i progenitori dei cani domestici dovevano preparare il luogo nel quale riposare. Erba, terra, foglie e piccoli rami potevano essere spostati, schiacciati o scavati per ottenere una superficie più comoda e protetta. Raspare il terreno poteva anche aiutare a raggiungere uno strato più fresco nelle giornate calde oppure a creare un piccolo avvallamento nel quale sistemarsi. Le condizioni di vita sono cambiate radicalmente, ma alcuni comportamenti sono rimasti nel repertorio del cane. E così capita che un gesto nato quando il letto era un pezzo di terreno venga ripetuto oggi sopra una morbida cuccia in soggiorno.
In fondo, il principio non è neppure così lontano da quello umano. Prima di addormentarci sistemiamo il cuscino, cambiamo posizione, tiriamo una coperta o la spostiamo perché abbiamo caldo. Il cane utilizza zampe, muso e corpo per fare qualcosa di simile. Gratta, gira, spinge e modifica la superficie fino a quando trova la configurazione che considera più confortevole. Ed è qui che nasce uno dei classici piccoli equivoci tra cane e proprietario: ciò che per noi è perfettamente sistemato non necessariamente lo è anche per lui.
Possiamo stendere una coperta senza una piega, posizionarla esattamente al centro e contemplare soddisfatti il risultato. Poi arriva il cane e in dieci secondi la trasforma in una montagna appoggiata su un lato della cuccia. Non sta contestando le nostre capacità di arredatori. Una piega può diventare un sostegno per il muso, una parte ammucchiata può creare maggiore contenimento e una superficie apparentemente disordinata può adattarsi meglio alla posizione nella quale preferisce dormire. Alcuni cani fanno appena un paio di movimenti prima di sdraiarsi; altri sembrano affrontare ogni sera una piccola ristrutturazione edilizia.
C’è anche una componente olfattiva da considerare. Nella zona dei cuscinetti sono presenti ghiandole coinvolte nella produzione di segnali odorosi e raspare una superficie può contribuire a lasciare il proprio odore. La cuccia, del resto, non è per il cane semplicemente un oggetto imbottito collocato in un angolo della casa. È un luogo ricco di odori familiari: il proprio, quello dell’ambiente e quello delle persone con cui vive. Tutto questo contribuisce a renderla riconoscibile e può rafforzare la familiarità associata al luogo del riposo. Anche per questo non è sempre necessario intervenire appena una coperta viene spostata o il cane decide di riorganizzare il proprio spazio.
In molti casi grattare la cuccia diventa semplicemente parte di un rituale serale. Il cane arriva, annusa, dà qualche colpo con le zampe, gira su se stesso e si sdraia. Pochi minuti dopo dorme. Quando il comportamento è breve, tranquillo e termina con un evidente rilassamento, difficilmente c’è qualcosa di cui preoccuparsi. Ogni cane può sviluppare una propria sequenza: c’è quello che deve girare tre volte, quello che porta nella cuccia il suo gioco preferito e quello che non può addormentarsi prima di avere personalmente verificato che la coperta sistemata dall’umano sia stata opportunamente rimessa in disordine.
Il discorso cambia quando grattare non sembra più parte della preparazione al sonno ma diventa insistente. Un cane che continua a scavare, si sdraia e si rialza ripetutamente, cambia continuamente posizione o appare incapace di rilassarsi merita maggiore attenzione. In questi casi è importante osservare il comportamento nel suo insieme. La cuccia potrebbe essere troppo calda, troppo piccola, eccessivamente morbida o poco adatta alle sue esigenze. Nei cani anziani, soprattutto, la difficoltà nel trovare una posizione confortevole può essere collegata anche a rigidità o fastidi fisici. Se il comportamento compare improvvisamente o è accompagnato da altri segnali insoliti, parlarne con il veterinario permette di escludere eventuali problemi.
La cosa più interessante è forse proprio questa: un gesto apparentemente insignificante può raccontarci molto del rapporto del cane con il proprio spazio. Una buona cuccia deve offrire comfort e sostegno, ma anche permettere al cane di muoversi, cambiare posizione e seguire i propri piccoli rituali. Possiamo scegliere forma, materiali e colore, possiamo decidere dove collocarla e possiamo persino illuderci di avere l’ultima parola sulla disposizione della coperta. Da quel momento in poi, però, la gestione passa al diretto interessato.
Se ogni sera il cane arriva, gratta due volte, gira su se stesso, ammucchia in un angolo la coperta che avevamo sistemato perfettamente e poi si addormenta sereno, probabilmente non sta cercando di comunicarci che qualcosa non va. Sta facendo una cosa molto più semplice e molto più antica.