Quando il cane trasforma la cuccia in un deposito di famiglia

Una pallina mezza sgonfia, il peluche che ormai ha perso qualsiasi somiglianza con l’animale che avrebbe dovuto rappresentare, un osso accuratamente conservato, una ciabatta misteriosamente scomparsa la sera prima. E magari, per completare l’inventario, anche un calzino che nessuno ricordava di aver perso. Ci sono cani che utilizzano la cuccia semplicemente per dormire e altri che sembrano considerarla qualcosa di molto più articolato: camera da letto, dispensa, cassaforte e deposito degli oggetti di famiglia. Entrare nel loro spazio significa a volte scoprire una piccola collezione privata costruita nel corso delle giornate. Il comportamento può far sorridere, ma dietro questa abitudine c’è qualcosa di interessante. La cuccia rappresenta spesso uno dei luoghi più personali che il cane possiede all’interno della casa: uno spazio conosciuto, impregnato del suo odore e associato al riposo e alla sicurezza. Portarvi qualcosa, quindi, non significa soltanto nasconderlo, ma può voler dire trasferire un oggetto importante in un luogo considerato protetto.

Perché alcuni cani portano gli oggetti nella cuccia

Una delle spiegazioni più immediate riguarda la conservazione delle risorse. Il cane conserva comportamenti che hanno radici molto più antiche della sua vita tra divani, cucine e cuscini, e mettere al sicuro qualcosa che possiede un valore — cibo, un osso, un gioco — è perfettamente comprensibile dal suo punto di vista. Se la cuccia è il luogo nel quale si sente tranquillo, diventa naturalmente anche un buon posto dove custodire ciò che considera importante. Non tutto ciò che finisce nella cuccia, però, ha un valore alimentare, ed è qui che il deposito diventa più interessante. Molti cani raccolgono oggetti appartenenti alle persone con cui vivono: calzini, pantofole, magliette o piccoli oggetti che portano un odore familiare. L’olfatto del cane attribuisce infatti agli oggetti un significato molto diverso dal nostro. Una vecchia maglietta può essere insignificante per una persona e contemporaneamente rappresentare una straordinaria concentrazione di informazioni familiari per il cane. Quella che ai nostri occhi sembra una cuccia disordinata potrebbe quindi essere, dal suo punto di vista, un ambiente perfettamente arredato.

Una collezione fatta soprattutto di odori

Noi scegliamo ciò che teniamo vicino attraverso la vista, il valore economico, l’utilità o il ricordo. Il cane vive invece in un mondo nel quale l’olfatto ha un ruolo enormemente più importante e per questo la selezione degli oggetti che finiscono nella cuccia può apparirci piuttosto discutibile. Il calzino usato può battere facilmente il giocattolo nuovo appena acquistato e la vecchia pantofola avere più successo dell’elegante accessorio scelto appositamente per lui. Non è necessariamente cattivo gusto: è semplicemente un diverso criterio di catalogazione. Gli oggetti che portano l’odore delle persone di casa possono contribuire alla familiarità dell’ambiente e questo aiuta anche a capire perché alcuni cani tendano a prendere qualcosa appartenente al proprio umano soprattutto quando rimangono soli o nei momenti dedicati al riposo. Non possiamo attribuire automaticamente a ogni oggetto raccolto un significato affettivo preciso, ma la presenza di odori conosciuti può rendere quello spazio ancora più familiare e rassicurante.

Quando il deposito diventa una piccola dispensa

Poi ci sono gli specialisti delle scorte alimentari. Biscotti, snack, ossi e altri tesori commestibili possono essere trasportati nella cuccia e lasciati lì per un momento migliore. È un comportamento che richiama la naturale tendenza a mettere da parte risorse considerate preziose. Alcuni cani arrivano persino a compiere movimenti con il muso come se volessero coprire ciò che hanno nascosto, anche quando sopra il materassino non esiste assolutamente nulla con cui farlo. Dal punto di vista umano la scena può sembrare surreale: il cane spinge per trenta secondi un cuscino immaginario sopra un biscotto perfettamente visibile e poi se ne va soddisfatto. Dal suo punto di vista, evidentemente, il lavoro è stato eseguito. Qui è però utile intervenire con un minimo di gestione domestica, perché gli alimenti deperibili non dovrebbero rimanere nella cuccia e anche ossi o snack dimenticati possono sporcare il tessuto, deteriorarsi o diventare poco igienici. Una verifica periodica del patrimonio depositato è quindi consigliabile, possibilmente senza trasformarla in una perquisizione della Guardia di Finanza.

Quando è meglio non svuotare continuamente la cuccia

Portare oggetti nella cuccia non significa necessariamente che il cane voglia difenderli. Molti cani permettono tranquillamente alle persone di avvicinarsi, prendere un gioco o sistemare il materassino. In altri casi, invece, la presenza di determinate risorse può provocare irrigidimento, attenzione improvvisa, ringhi o tentativi di impedire l’avvicinamento. La distinzione è importante: un cane che accumula serenamente qualche giocattolo manifesta un comportamento molto diverso da un cane che sente la necessità di difendere intensamente ciò che ha raccolto. Nel secondo caso è meglio evitare di sottrarre gli oggetti con la forza o trasformare ogni episodio in uno scontro e, se la protezione delle risorse diventa frequente o intensa, può essere utile comprenderne le cause con l’aiuto di un professionista competente nel comportamento del cane. La cuccia dovrebbe infatti rimanere prima di tutto uno spazio associato alla tranquillità. Continuare a entrarvi per togliere qualsiasi cosa il cane vi porti rischia, in alcuni soggetti, di aumentare proprio l’esigenza di controllare e proteggere quel luogo.

La cuccia racconta qualcosa del cane che la abita

Osservare cosa un cane porta spontaneamente nel proprio spazio può diventare anche un piccolo esercizio per conoscerlo meglio. C’è quello che colleziona esclusivamente giochi, quello specializzato nelle calze, quello che mette da parte ogni avanzo possibile e quello che sembra seguire criteri incomprensibili, creando un archivio composto da una pallina, un pezzo di cartone, una pantofola e magari proprio quell’oggetto che tutta la famiglia cercava da tre giorni. Sono comportamenti quotidiani apparentemente insignificanti, ma raccontano il modo in cui il cane utilizza gli spazi della casa e attribuisce valore alle cose che lo circondano. La cuccia non è necessariamente soltanto il posto dove si ritira quando ha sonno: può essere uno spazio personale nel quale riposare, sentirsi protetto, giocare e custodire ciò che considera interessante. Ed è forse questa la parte più simpatica del deposito di famiglia. Compriamo una cuccia pensando di avergli regalato un letto; lui la riceve, la osserva e decide autonomamente la destinazione d’uso: camera da letto, cassaforte, dispensa e ufficio oggetti smarriti. Se manca qualcosa in casa, prima di accusare qualcuno conviene sempre controllare lì.


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