Una casa dentro casa: perché la cuccia è molto più di un posto dove dormire

Guardandola con i nostri occhi, una cuccia per cani è soprattutto un posto comodo dove riposare. Un materassino, dei bordi morbidi, uno spazio abbastanza grande per distendersi e magari un angolo della casa scelto con attenzione. Dal punto di vista del cane, però, quello stesso oggetto può assumere un significato molto più ampio. La cuccia può diventare un piccolo territorio personale, un punto di osservazione, un rifugio, un luogo impregnato di odori familiari e persino una sorta di casa dentro la casa che condividiamo con lui. Basta osservare i cani nella vita quotidiana per accorgersene: non entrano nella cuccia soltanto quando hanno sonno. Alcuni ci portano il gioco preferito, altri una coperta, qualcuno persino una scarpa o un oggetto preso in giro per casa. Ci sono cani che vi si sistemano mentre la famiglia è riunita in soggiorno e rimangono perfettamente svegli, seguendo ciò che accade, e altri che vi tornano dopo una passeggiata, dopo aver mangiato oppure quando in casa c’è più movimento del solito. Sono comportamenti diversi, ma hanno qualcosa in comune: quella cuccia è diventata un riferimento.

Uno spazio che profuma di sé

Per comprendere quanto possa essere importante una cuccia bisogna provare, almeno per un momento, a dimenticare il nostro modo di percepire una casa. Noi riconosciamo gli ambienti soprattutto attraverso la vista: mobili, colori, disposizione degli oggetti. Il cane costruisce invece una parte enorme della propria rappresentazione del mondo attraverso l’olfatto. Una cuccia utilizzata quotidianamente raccoglie quindi una quantità di informazioni che per noi rimane quasi completamente invisibile: ci sono il suo odore, quello delle zampe, del pelo e della pelle, ma anche tracce olfattive delle persone della famiglia e dell’ambiente circostante. Con il passare del tempo si crea una firma familiare e riconoscibile. È anche per questo che lavare tutto continuamente o sostituire improvvisamente una vecchia cuccia con una nuova può provocare qualche esitazione. Per noi quella nuova può essere più bella e più confortevole; per il cane, almeno inizialmente, è semplicemente un oggetto che ancora non racconta nulla.

Stare insieme mantenendo il proprio spazio

Uno degli aspetti più interessanti della cuccia è il rapporto tra distanza e vicinanza. Il cane è un animale sociale e molti cani amano riposare dove si trovano le persone della famiglia. Questo, però, non significa necessariamente voler stare sul divano, sulle nostre gambe o continuamente a contatto con noi. Una cuccia posizionata in un punto adeguato permette qualcosa di molto semplice: partecipare senza essere al centro dell’azione. Il cane può sentire le voci, osservare i movimenti, sapere dove siamo e contemporaneamente mantenere uno spazio proprio. Chi vive con un cane avrà probabilmente visto questa scena centinaia di volte: noi parliamo, guardiamo la televisione, lavoriamo al computer o ci muoviamo per la stanza e lui rimane nella sua cuccia apparentemente disinteressato. In realtà spesso sta semplicemente condividendo quel momento a modo suo.

Un piccolo punto di osservazione

Non tutte le cucce vengono utilizzate allo stesso modo e molto dipende anche dalla loro posizione. Alcuni cani scelgono spontaneamente luoghi dai quali possono controllare una parte significativa della casa. Una cuccia dalla quale si vedono il soggiorno, un corridoio o la porta di una stanza può diventare una specie di base operativa: il cane riposa, ma contemporaneamente mantiene una certa consapevolezza di ciò che accade intorno a lui. Un rumore proveniente dalla cucina, qualcuno che si alza dal divano, una porta che si apre: spesso basta pochissimo perché due orecchie apparentemente addormentate tornino immediatamente operative. Non significa necessariamente che il cane sia in allerta o incapace di rilassarsi. Può essere semplicemente il suo modo di stare dentro la vita della casa, conservando una posizione dalla quale ciò che accade rimane facilmente accessibile ai suoi sensi.

Il luogo dei piccoli rituali

La cuccia può diventare anche il teatro di comportamenti che si ripetono giorno dopo giorno. C’è chi gira su se stesso prima di sdraiarsi, chi gratta il cuscino, chi sistema la coperta con il muso e chi compie una complicata sequenza di movimenti prima di trovare finalmente una posizione che, ai nostri occhi, sembrava disponibile fin dall’inizio. Sono piccoli rituali che contribuiscono a rendere quello spazio personale. Anche il modo in cui il cane utilizza la cuccia può cambiare durante la giornata: può rannicchiarsi quando cerca tranquillità, distendersi completamente quando vuole disperdere calore oppure appoggiare soltanto la testa sul bordo mentre osserva ciò che succede. La stessa cuccia diventa così molti luoghi diversi, adattandosi non soltanto al riposo ma anche ai diversi momenti della giornata e alle esigenze del cane.

Un rifugio, non un castigo

Proprio perché può assumere questo valore, la cuccia dovrebbe possibilmente rimanere associata a esperienze positive e tranquille. Mandare sistematicamente il cane nella cuccia come punizione rischia di modificare il significato di uno spazio che dovrebbe invece essere liberamente accessibile e percepito come sicuro. Avere un luogo nel quale potersi ritirare è particolarmente importante quando la casa diventa più rumorosa del solito, arrivano ospiti o semplicemente il cane desidera riposare. Anche noi possiamo amare le persone con cui viviamo e avere comunque bisogno ogni tanto di un posto tutto nostro. Rispettare il cane quando sceglie spontaneamente di andare nella sua cuccia significa riconoscere questa esigenza e permettergli di gestire autonomamente alcuni momenti di tranquillità.

La cuccia racconta il cane che la abita

Forse è proprio questo l’aspetto più bello. Dopo qualche tempo una cuccia smette quasi di essere un semplice oggetto. Basta guardarla per trovare piccoli indizi del suo proprietario: il punto preferito dove appoggia il muso, una coperta spostata sempre dalla stessa parte, un giocattolo dimenticato tra i cuscini, qualche pelo inevitabilmente sopravvissuto alle pulizie. Due cucce identiche, dopo qualche mese, potrebbero raccontare due storie completamente diverse perché sono stati due cani diversi ad abitarle. Ed è qui che cambia anche il nostro modo di pensarla: non è soltanto il posto nel quale abbiamo deciso che il cane debba dormire, ma uno spazio che gli abbiamo messo a disposizione e che lui, giorno dopo giorno, ha fatto proprio. Un piccolo luogo familiare dentro un luogo più grande, pieno dei suoi odori, delle sue abitudini e dei suoi rituali. Una casa dentro casa, appunto. E come tutte le case che sentiamo veramente nostre, il suo valore non dipende soltanto da come è fatta, ma soprattutto da ciò che vi accade dentro.


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