Quando il cane evita la cuccia: cosa sta comunicando

Compriamo una cuccia pensando che diventerà naturalmente uno dei posti preferiti del nostro cane. La sistemiamo in un angolo tranquillo, aggiungiamo magari la sua coperta e aspettiamo di vederlo accomodarsi soddisfatto. Lui, invece, le gira intorno, la annusa e decide di sdraiarsi esattamente cinquanta centimetri più in là. Oppure continua a preferire il tappeto, il pavimento, il divano o quell’angolo improbabile della casa che noi non avremmo mai considerato particolarmente confortevole. Quando un cane evita la cuccia, però, raramente si tratta di un semplice capriccio. Quella scelta può raccontarci qualcosa sul comfort, sulla posizione, sulla temperatura, sulle sue abitudini e sul modo in cui percepisce gli spazi della casa.

Non sempre il problema è la cuccia

La prima cosa da osservare è il contesto. Un cane che non entra mai nella propria cuccia è diverso da un cane che la utilizza normalmente e improvvisamente smette di farlo. Nel primo caso potrebbe semplicemente non averla ancora riconosciuta come uno spazio piacevole oppure potrebbe trovare più interessante un’altra zona della casa. Nel secondo caso, invece, il cambiamento merita maggiore attenzione: qualcosa potrebbe essere cambiato nella cuccia, nell’ambiente o nel suo modo di stare comodo. I cani costruiscono infatti una vera e propria geografia domestica. Imparano quali sono i punti più freschi durante il giorno, dove arriva il sole al mattino, da quale angolo possono controllare ciò che accade e quali zone garantiscono maggiore tranquillità. La cuccia perfetta secondo il nostro punto di vista potrebbe quindi trovarsi semplicemente nel posto sbagliato secondo il loro.

La posizione può cambiare completamente il rapporto con la cuccia

Mettere la cuccia in un luogo appartato può sembrarci una buona idea perché associamo il riposo alla tranquillità, ma molti cani non desiderano essere isolati mentre dormono. Preferiscono riposare vicino alla famiglia, magari mantenendo una certa distanza, ma continuando a percepirne movimenti, voci e presenza. Una cuccia sistemata in una stanza poco frequentata potrebbe quindi essere comodissima dal punto di vista fisico e poco interessante dal punto di vista sociale. Vale anche il contrario: un cane particolarmente sensibile potrebbe evitare una cuccia collocata in una zona di passaggio, vicino alla televisione, accanto a una porta continuamente aperta o in un punto dove viene disturbato ogni volta che qualcuno attraversa la stanza. Osservare dove il cane sceglie spontaneamente di riposare è spesso il modo più semplice per capire dove vorrebbe trovare il proprio spazio.

Temperatura, tessuti e imbottitura contano più di quanto sembri

La stessa cuccia può essere amatissima in inverno e quasi completamente ignorata in estate. Non significa necessariamente che sia diventata improvvisamente scomoda: quando fa caldo, un pavimento fresco può risultare molto più invitante di un’imbottitura morbida, mentre durante i mesi freddi quella stessa imbottitura può diventare il luogo ideale dove trascorrere ore. Anche i materiali hanno un ruolo importante. Tessuti troppo caldi, superfici che trattengono l’umidità, imbottiture eccessivamente cedevoli oppure rivestimenti che producono rumore quando il cane si muove possono influenzare la sua scelta. Noi valutiamo una cuccia soprattutto guardandola e toccandola con una mano; il cane la sperimenta invece con tutto il corpo, attraverso temperatura, pressione, odori, sostegno e libertà di movimento.

Dimensioni e forma devono seguire il modo in cui il cane riposa

Una cuccia troppo piccola può impedire al cane di assumere le posizioni che preferisce, ma una molto grande non è automaticamente più confortevole. Alcuni cani amano sentirsi raccolti e appoggiarsi ai bordi, altri dormono completamente distesi e hanno bisogno di maggiore spazio. C’è chi cambia posizione continuamente durante il riposo e chi sembra occupare sempre lo stesso angolo. Anche la struttura dei bordi può fare la differenza: molti cani li utilizzano come sostegno per la testa o per la schiena, mentre altri preferiscono un accesso più aperto e immediato. Osservare come dorme normalmente il nostro cane può quindi fornire indicazioni molto più utili della semplice scelta basata sulla taglia o sulle dimensioni disponibili nella stanza.

Una cuccia nuova può avere semplicemente bisogno di diventare familiare

Per noi una cuccia appena acquistata profuma di nuovo. Per il cane può invece rappresentare un insieme di odori completamente estranei: tessuto, imbottitura, confezione e ambiente di produzione creano una combinazione olfattiva che ancora non appartiene alla casa. Alcuni cani entrano immediatamente, altri preferiscono studiare il nuovo oggetto per giorni prima di utilizzarlo. Forzarli dentro o continuare a invitarli può ottenere l’effetto opposto. È spesso più efficace lasciare che siano loro ad avvicinarsi spontaneamente, magari rendendo la cuccia più familiare attraverso una coperta o un oggetto che porta già gli odori della casa. La cuccia dovrebbe diventare un luogo scelto, non uno spazio nel quale il cane sente di dover andare.

Anche una piccola esperienza negativa può cambiare le abitudini

A volte basta un episodio apparentemente insignificante perché il cane inizi a evitare una cuccia che utilizzava normalmente. Potrebbe essersi spostata mentre entrava, qualcosa potrebbe essere caduto nelle vicinanze producendo un rumore improvviso oppure il cane potrebbe essere stato disturbato mentre dormiva. Un’associazione negativa può rendere temporaneamente meno attraente un luogo che fino al giorno precedente rappresentava uno spazio sicuro. In questi casi è meglio non insistere e permettere al cane di ricostruire gradualmente un rapporto positivo con la cuccia. Controllarne la stabilità, spostarla leggermente o semplicemente lasciarla nuovamente a disposizione senza pressioni può essere sufficiente perché torni a utilizzarla spontaneamente.

Quando cambia improvvisamente comportamento, osserviamo anche come si muove

Un’attenzione particolare merita il cane che ha sempre utilizzato volentieri la propria cuccia e improvvisamente comincia a evitarla. Questo vale soprattutto con l’avanzare dell’età. Superare un bordo alto, girarsi su una superficie molto morbida o rialzarsi da un’imbottitura troppo profonda può diventare meno semplice e piccoli cambiamenti nella mobilità possono modificare rapidamente le preferenze di riposo. Se l’abbandono della cuccia è accompagnato da rigidità, difficoltà ad alzarsi, esitazione nei movimenti, irrequietezza durante il sonno o altri comportamenti insoliti, è opportuno parlarne con il veterinario. In questo caso il cambiamento non riguarda più soltanto una preferenza: può diventare un’informazione utile per comprendere meglio come il cane si sente.

La cuccia migliore rimane quella che il cane sceglie

Possiamo studiare materiali, dimensioni, imbottiture e design, ma alla fine il giudizio più importante arriva da chi quella cuccia deve utilizzarla ogni giorno. Un buon spazio per il riposo dovrebbe permettere al cane di sentirsi comodo, protetto e contemporaneamente parte della vita della casa. Per questo, quando evita la cuccia, invece di pensare immediatamente che sia testardo possiamo osservare cosa sceglie al suo posto. Cerca una superficie più fresca? Preferisce stare vicino a noi? Si appoggia contro qualcosa? Dorme disteso oppure raccolto? Si sposta seguendo il sole o cambia posizione durante la giornata? Sono piccoli indizi che raccontano molto più di quanto possa sembrare.

Anche decidere dove dormire è, a modo suo, una forma di comunicazione. Il cane non può dirci che vorrebbe la cuccia un metro più vicino al divano, un’imbottitura meno calda, un bordo più accessibile o semplicemente un posto dal quale continuare a vedere la famiglia. Può però fare qualcosa di estremamente chiaro: scegliere un altro luogo. Prima di cercare di convincerlo a tornare nella cuccia, quindi, può essere molto più utile osservare dove ha deciso di andare. Spesso è proprio lì che troviamo la risposta a ciò che sta cercando di comunicarci.


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